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Archivi tag: Barcellona

Processo creativo

Gli psicoanalisti descrivono il processo creativo per fasi che avvengono in successione o che si sovrappongono e si alternano. Lo definiscono come una sequenza di eventi che va dall’individuazione del problema all’elaborazione e la messa in pratica di una soluzione tra le possibili ipotizzate, che avviene sia a livello cosciente che a livello visionario attraverso flussi altalenanti di pensiero logico (lineare: causa/effetto, prima/dopo) e pensiero analogico (non-lineare: somiglianze/differenze, relazioni/opposizioni). Un percorso che inizia con l’organizzazione dei dati e termina con le verifiche e la condivisione del lavoro svolto.

Il processo creativo artistico consiste nella ricerca di una proposta non convenzionale ma adeguata alle circostanze, attraverso l’elaborazione e l’organizzazione mentale delle idee, che si materializza con l’uso dei materiali disponibili. Tutto ciò si realizza secondo una dinamica fatta di piccole decisioni all’interno di grandi scelte che si alternano e si influenzano mutuamente.

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Participación al concurso para el arte contemporáneo T.I.N.A. -this is not an art- Prize. Madrid (2015)

T.I.N.A. es una plataforma internacional que permite a los artistas ponerse en contacto con una red de galerías, salas de exposiciones y comisarios interesados en evaluar los trabajos presentados para crear nuevos proyectos y empezar nuevas colaboraciones.

Obras presentadas:

Senza Titolo 18 | Senza Titolo 19 | Senza Titolo 39 | Senza Titolo 27 | Senza Titolo 37, 1999, barnices sintéticas, spray y esmaltes sobre cartulina. 100x70cm

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Decisi di fermarmi qui, a Barcellona.

Per festeggiare il cambio di millennio organizzai un viaggio a Barcellona, di qualche giorno. Bene, quando arrivò il momento di tornare indietro con gli amici con cui ero partito da Milano in macchina, presi una decisione: “tornate voi” gli dissi.

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Passai i giorni successivi in giro per conoscere la città. Comprai un notebook (di carta…) per prendere appunti. Ricordo che scrivevo per imparare lo spagnolo e il catalano ma soprattutto disegnavo: dal vero, di fronte ai monumenti e a casa, dove realizzai una gran quantità di tracce a colori (graffiti sketches). Purtroppo ho perso la maggior parte dei disegni ed ho ritrovato solo un quaderno.

Era il 2000.
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Trovo che nuotare in mare sia di gran lunga molto più soddisfacente che farlo in una piscina. Anzi, a me in piscina non piace.

In acque libere, dove ogni volta le condizioni cambiano, si prova una piacevole sensazione di benessere che deriva proprio dall’interazione con il medio naturale. I fattori ambientali assumono ovviamente il ruolo fondamentale nel condizionare il risultato di una uscita. Infatti la visibilità, la temperatura esterna e dell’acqua e soprattutto lo stato del mare (onde) ed inoltre la presenza di meduse, sono fattori in costante cambiamento. Ed è anche nelle situazioni meno favorevoli al nuoto che, quando al principio risulta difficile adattarsi, una volta trovato il giusto ritmo, si sperimentano le migliori sensazioni.

Per chi non pratica il nuoto in acque libere a livello sportivo, anche percorrere solamente brevi tratti di costa oppure nuotare su distanze di poche centinaia di metri distanziati dalla spiaggia, può risultare molto gratificante.

Oltre a frequentare le spiagge di Barcellona, con gli amici David e Abi sono stato varie volte a Tossa de Mar, in Costa Brava, non lontano da Barcellona e dove il mare è bellissimo. Oltre a nuotare nella baia si possono raggiungere altre piccole cale verso nord. L’acqua è trasparente, sempre un po’ freddina ma piena di pesci!

[Settembre 2014] Alla prossima amici!

 

bZebra è il nome del mio progetto di musica elettronica degli anni 2004- 2008 con il quale misi insieme la passione per la musica e l’interesse per le nuove tecnologie. L’intenzione era quella di sperimentare con i nuovi software e inventare ritmi e melodie in assoluta libertà. I mezzi erano basici: PC, software Reason e Cubase, tastiera, sampler, amplificatore e casse spia. Condivisi l’esperienza anche con amici (MATA); organizzavamo incontri nei quali riunivamo gli strumenti e facevamo sessioni d’improvvisazione. Ne uscivano tracce grezze sulle quali potevo lavorare posteriormente. Le influenze stilistiche erano l’elettronica sperimentale, ambient, minimal, glitch e hip-hop. Il risultato furono brani strumentali che includevano samples e loops.

Di tutto ciò rimangono una cinquantina di brani registrati, che mi piace definire come abstract music, music for its own sake—concerned only with structure, melody, harmony, and rhythm. Di queste ne ho riunite quattordici in una demo “work in progress” che si può ascoltare su SoundCloud.

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bZebra, Work in Progress

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